Callidula evander
lepidottero diurno della famiglia delle Callidulidae Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Callidula evander (Stoll, 1780)[1] è un lepidottero diurno appartenente alla famiglia Callidulidae, endemico dell'Indonesia.[2][3]
Callidula evander | |
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Stato di conservazione | |
Classificazione scientifica | |
Dominio | Eukaryota |
Regno | Animalia |
Sottoregno | Eumetazoa |
Superphylum | Protostomia |
Phylum | Arthropoda |
Subphylum | Tracheata |
Superclasse | Hexapoda |
Classe | Insecta |
Sottoclasse | Pterygota |
Coorte | Endopterygota |
Superordine | Oligoneoptera |
Sezione | Panorpoidea |
Ordine | Lepidoptera |
Sottordine | Glossata |
Infraordine | Heteroneura |
Divisione | Ditrysia |
Superfamiglia | Calliduloidea |
Famiglia | Callidulidae |
Sottofamiglia | Callidulinae |
Genere | Callidula |
Specie | C. evander |
Nomenclatura binomiale | |
Callidula evander (Stoll, [1780]) | |
Sinonimi | |
Callidula evandra |
Descrizione
Riepilogo
Prospettiva
Si tratta di una falena eteroneura, appartenente ai Ditrysia, con un'apertura alare compresa tra 26 e 36 mm, dalle abitudini principalmente diurne; l'aspetto generale è alquanto simile a quello di un licenide.[2][4][5]
Anche la posizione verticale delle ali a riposo ("a vela" anziché "a tetto", come di regola si osserva nelle falene) può far pensare immediatamente a una farfalla.[6]
Adulto
Capo
Il capo presenta dei "ciuffi" di scaglie piliformi gialle.[4]
Gli occhi rivelano la presenza di minutissime setole interommatidiali; gli ocelli sono ridotti ma presenti; i chaetosemata sono invece ben sviluppati, con piccole scaglie inframmezzate alle setole sensoriali.[4][5][6]
Nell'apparato boccale, i lobi piliferi sono presenti, come pure la spirotromba, ben sviluppata e priva di scaglie.[6] I palpi mascellari sono ridotti, mentre quelli labiali sono trisegmentati e ascendenti, col III articolo che termina con un organo di vom Rath ben definito.[4][5][6]
Le antenne sono filiformi e non clavate; negli esemplari essiccati, spesso l'apice risulta uncinato; il flagello è provvisto di scaglie sulla superficie dorsale e i sensilli tricoidei sono di lunghezza ridotta.[4][5][6]
Torace
Il processo ventrale della tegula è alquanto ridotto, mentre gli anepisterni del mesotorace sono ben sviluppati. Il metascuto è diviso in due parti.[4]
Nelle zampe, gialle ma punteggiate di marroncino, le tibie sono munite di spine; l'epifisi non è molto sviluppata e la formula degli speroni tibiali è 0-2-4; nel protarso, il IV tarsomero è munito sulla superficie ventrale di una coppia di robuste spine apicali, mentre il distitarso ne è privo; l'arolio è ben sviluppato e i pulvilli sono divisi; le unghie sono semplici, prive di dentellatura.[4][5][6]
Nel maschio manca un retinaculum sulla subcosta, mentre il frenulum è presente in entrambi i sessi;[4][6] manca una spinarea.[4]
Nell'ala anteriore, R è libera; Rs2 ed Rs3 sono unite con Rs1, mentre Rs4 è libera; M e CuA sono libere; la nervatura radio-mediale (r-m) è lunga e sottile; CuP è sostituita da una piega; la cellula discale è aperta tra M1 ed M2 con quest'ultima posizionata nettamente più vicino a M3 che a M1; 1A+2A è priva di biforcazione alla base.[2][4][5][6] Anche nell'ala posteriore, la cellula discale risulta aperta ed M2 è più vicina ad M3 che ad M1; non si osserva CuP.[2][4][5][6]
Sulla pagina superiore dell'ala anteriore, la colorazione di fondo è un brunastro molto carico, alquanto uniforme, interrotto da una fascia di colore giallo-arancio che, iniziando molto stretta dal terzo basale della costa, prosegue grosso modo fino alla metà di quest'ultima, per poi allargarsi posteriormente ed andare ad occupare la parte distale dell'ala, pur senza mai raggiungere il termen, fino a restringersi e terminare con una punta posteriore in prossimità del tornus; ventralmente l'ala appare di una tonalità tra il giallo e l'arancio brillante, qui e là interrotta da linee più scure a forma di "U"; sono nettamente distinguibili quattro macchie discoidali bianco-giallastre, bordate di arancione scuro. L'ala posteriore riprende, sulla superficie dorsale, la colorazione di fondo dell'anteriore, ma qui la fascia giallo-ocra appare un po' più scura e ristretta, essendo posta nella zona submarginale, e andando a raggiungere il margine interno dell'ala solo dopo l'angolo anale; la superficie ventrale riprende i motivi di quella dell'ala anteriore, ma con solo due macchie discoidali bianche, quasi fuse tra loro.[2]
Addome
Nell'addome non sono presenti organi timpanici, così come nel torace; i bordi laterali del I tergite sono connessi anteriormente al II sternite attraverso uno sclerite tergosternale completo; i tergiti III-VI sono allargati; nel maschio, l'VIII sternite è ridotto a un paio di bastoncelli.[4]
Nell'apparato genitale maschile le valve sono unite ventralmente rispetto alla juxta; non si osserva uno gnathos completo, mentre l'uncus appare ristretto nella parte distale, quasi a formare una sorta di uncino; l'edeago presenta un coecum penis.[4]
Nel genitale femminile, l'ostium bursae è situato proprio in prossimità del margine anteriore arcuato dell'VIII sternite; le apofisi sono alquanto pronunciate; l'ovopositore appare appiattito e quadrilobato.[4]
Uovo
L'uovo è ellittico e lievemente appiattito.[4][5][6]

Larva
Sul corpo della larva le setole primarie sono ben distribuite, ma quelle secondarie sono assenti.[4][5][6][8]
Nel torace, lo scudo dorsale (pronoto) è ampio, con cinque paia di setole; nel protorace, le setole laterali L sono due,[4][5] mentre soltanto una setola subdorsale (SD2) è presente.[6]
Ad ogni lato del primo segmento addominale si nota una ghiandola posta al di sotto della setola L2. Nei segmenti A1-A7 le due setole L sono distanziate una dall'altra, mentre appaiono ravvicinate in A8.[4][5][6]
Cinque paia di corte pseudozampe sono presenti sui segmenti A3-A6 e A10, con uncini disposti a cerchio, in doppio ordine.[4][5][6]
Pupa
La pupa è obtecta, con i segmenti A8-A10 fusi tra loro.[5]
Nel torace, i profemori non sono esposti, mentre il secondo paio di zampe si spinge caudalmente più avanti delle antenne.[4]
L'addome presenta solo due segmenti mobili;[4] sui segmenti A2-A4 si osservano dei calli ambulacrali.[6]
Il cremaster è costituito da una decina di robuste setole ricurve.[4][6]
Biologia
Gli adulti volano durante il giorno nel sottobosco.[5][6]
Ciclo biologico
Dopo l'accoppiamento, le uova sono deposte singolarmente al margine delle foglie della pianta nutrice.[5][6][9]
Le giovani larve arrotolano una o più foglie, fissandole con filamenti sericei, creando un riparo all'interno del quale si accrescono fino a compiuta maturazione.[5][6][9]
L'impupamento avviene all'interno di questa struttura di protezione, da cui in seguito emergono gli adulti.[5][6][9]
Alimentazione
Si dispone di poche informazioni riguardo alle piante nutrici per le specie di Callidula, ma si ritiene che questi bruchi siano strettamente pteridofagi, ossia si alimentino esclusivamente di foglie di felce.[4][5][6][8][10]
Parassitoidismo
Non sono stati riportati fenomeni di parassitoidismo ai danni di queste larve.[11]

Distribuzione e habitat
La specie è endemica dell'Indonesia, e più in dettaglio è stata rinvenuta nelle seguenti isole: Molucche (Ambon, Bacan, Seram, Ternate, Gorom, isole Aru, isole Kai, isole Sula), Sulawesi, Nuova Guinea (Irian Jaya, Waigeo).[2]
L'habitat è rappresentato dal sottobosco della foresta pluviale.[5][9]
Tassonomia
Riepilogo
Prospettiva
Callidula evander (Stoll, 1780) - In: Cramer, Uitl. Kapellen 4: 83, tav. 331, figg. F, G - locus typicus: costa della (Nuova?) Guinea.[1]
Sottospecie
Non sono state individuate sottospecie.[3][12]
Sinonimi
Sono stati riportati i seguenti sinonimi:[3][12]
- Callidula evandra (Stoll, 1780); Hübner, 1819 - Verz. Schmett. 66[13]
- Cleis clavata (Pagenstecher, 1887); Kirby, 1892 - Syn. Cat. Lepid. Het. 1: 395[14]
- Cleis evander (Stoll, 1780); Butler, 1877 - Ann. Mag. N. H. (4) 19 (113): 394[15]
- Cleis externa Kirsch, 1877 - Dresd. Mitt. 2: 130, tav. VII, fig. 1 - locus typicus: Nuova Guinea Occidentale[7]
- Damias clavata Pagenstecher, 1887 - Jahrb. Nass. Ver. f. Nat. 40: 229, tav. I, fig. 12 - locus typicus: Seram, Molucche, Indonesia[16]
- Damias evander (Stoll, 1780); Pagenstecher, 1887 - Jahrb. Nass. Ver. f. Nat. 40: 220[16]
- Damias evandra (Stoll, 1780); Pagenstecher, 1886 - CB. Iris 1: 41[17]
- Damias fasciata Röber, 1891, non Butler, 1877 - Tidjschr. v. Ent. 34: 323 - locus typicus: Ceram e Gorom[18]
- Papilio evander Stoll, 1780 - In: Cramer, Uitl. Kapellen 4: 83, tav. 331, figg. F, G - locus typicus: costa della (Nuova?) Guinea.[1]
- Pentila evander (Stoll, 1780); Westwood, 1851 - Gen. diurn. Lep. 2: 504[19]
Conservazione
Nessuna specie appartenente a questo genere è stata inserita nella Lista rossa IUCN.[20]
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni
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