Artemisia II

sovrana greca antica, satrapa di Caria Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Artemisia II

Artemisia di Caria (in greco antico: Ἀρτεμισία?, Artemisìa; ... – 350 a.C.) è stata una sovrana greca antica, sorella, moglie e successore del satrapo di Caria Mausolo; è famosa per aver fatto costruire, in suo ricordo, il Mausoleo di Alicarnasso, una delle sette meraviglie del mondo antico.

Fatti in breve Satrapo di Caria, In carica ...
Artemisia II
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Artemisia di Caria si prepara a bere le ceneri del marito Mausolo, attribuito a Francesco Furini, 1630 ca., Yale University Art Gallery, Università di Yale
Satrapo di Caria
In carica353 a.C. 
350 a.C.
PredecessoreMausolo
SuccessoreIdrieo
Morte350 a.C.
DinastiaEcatomnidi
PadreEcatomno
ConsorteMausolo
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Biografia

Riepilogo
Prospettiva

Artemisia, figlia di Ecatomno, dopo la morte del marito, regnò per due anni (352-350 a.C.), appoggiando, come già aveva fatto il marito, l'oligarchia di Rodi.[1][2]

Opere in memoria del marito

È famosa nella storia per il suo straordinario dolore alla morte del marito Mausolo. Si racconta che, alla morte del marito, si rattristò tanto da preparare una bevanda colle sue ceneri e ossa tritate:[3] l'episodio sarebbe raffigurato nell'omonimo dipinto di Rembrandt.

Indisse una gara tra i più eminenti retori greci per proclamare una lode a Mausolo. A quest'opera si accinsero Teodette, Naucrate e Teopompo: quest'ultimo vinse la gara e si vantò, in seguito, di aver sconfitto il maestro, Isocrate,[4] che secondo alcune fonti[5] fu il quarto partecipante alla gara.[6] Alcune fonti[7] indicano in Teodette il vincitore, ma probabilmente si tennero due distinte gare: una oratoria, vinta da Teopompo, e una tragica, vinta da Teodette.[8]

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Ricostruzione ipotetica del mausoleo di Alicarnasso.

Il mausoleo

Lo stesso argomento in dettaglio: Mausoleo di Alicarnasso.

Per perpetuare la memoria del marito scomparso, fece costruire in suo onore una sepoltura monumentale ad Alicarnasso: il celebre Mausoleo, una delle sette meraviglie del mondo (in greco antico: μαυσωλεῖον?). Il nome di mausoleo divenne poi il termine generico con cui si definì ogni sepoltura monumentale.[3][9][10][11]

Un'altra celebrata sepoltura monumentale fu eretta a Rodi, per commemorare il suo successo nel farsi signora dell'isola. Dopo aver riconquistato la propria libertà, i rodiesi lo resero inaccessibile, da cui il successivo nome di ἄβατον.[12]

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

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