Trash (cultura)
forma d'intrattenimento considerata di basso livello culturale Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Il trash, dall'inglese «immondizia, spazzatura», noto anche come cultura trash, identifica espressioni artistiche o di intrattenimento come libri, film o programmi televisivi, di cattivo gusto, qualità scadente e con tematiche volgari, spesso realizzati così volontariamente al fine di interessare il pubblico attraverso ciò che è scadente, di bassa qualità e culturalmente povero. Il termine è entrato in uso comune dagli anni ottanta per indicare produzioni considerate di basso profilo culturale e - in quanto tali - in grado di stimolare e attrarre il pubblico.[2][3]

Usualmente [nel cinema] il termine è adoperato con – eccedente – facilità. Un frettoloso metro di giudizio per cestinare un film non rientrante in determinati canoni estetici, tecnici e narrativi.Un “termine ombrello” in cui sono confluite erroneamente – poiché a volte è difficile tracciare un benché labile confine – alcune sfumature stilistiche simili ma certamente non uguali. Kitsch, Exploitation, Camp, Grindhouse e B Movie sono forme espressive distinte, come alcuni registi/autori hanno saputo ben dimostrare.[4]
I 5 pilastri costitutivi del Trash secondo Labranca
In Andy Warhol era un coatto (1994), Tommaso Labranca aveva indicato 5 pilastri che aiutano a identificare il trash:
- Libertà di espressione
- Contaminazione
- Incongruità
- Massimalismo
- Emulazione fallita
Note
Bibliografia
Voci correlate
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Collegamenti esterni
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