Practica geometriae

trattato sulla geometria Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

La Practica Geometriae di Leonardo Fibonacci è un importante trattato sulla pratica della geometria in lingua latina.

Fatti in breve Altri titoli, Autore ...
Practica geometriae
Altri titoliPratica Geometrie
AutoreLeonardo Fibonacci
1ª ed. originale1220 - 1221
Generetrattato
Sottogenerematematica
Lingua originalelatino
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L'opera, che fu pubblicata tra il 1220 e il 1221[1], si apre con un'epistola di dedica a Domenico Ispano, importante personaggio della corte di Federico II, del quale tuttavia si hanno scarse notizie[2].

All'epistola segue un'introduzione in cui sono elencate alcune definizioni tratte dagli Elementi di Euclide e in cui sono illustrate le unità di misura in vigore nella Pisa dell'epoca.

Il fulcro dell'opera è infine ripartito in otto distinctiones concernenti il calcolo delle aree delle figure piane, l’estrazione delle radici quadrate e cubiche, la divisione delle superfici regolari, la determinazione del volume di diversi solidi, alcuni problemi di determinazione di altezze e distanze e, infine, alcune questioni di natura teorica[3].

Storia editoriale

La prima edizione a stampa della Practica Geometriae è stata curata da Baldassarre Boncompagni Ludovisi, che nel 1862 ne pubblicò il testo secondo la lezione del manoscritto Urb. Lat. 292 della Biblioteca Apostolica Vaticana[4]. Fondandosi su questa edizione ottocentesca, di recente Barnabas Hughes ha pubblicato la prima traduzione integrale dell'opera in lingua inglese[5].


Note

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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