Decreti Hohenlohe

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I decreti Hohenlohe furono una serie di provvedimenti «contro le ingerenze straniere[1]», emanati tra il 16 e il 22 agosto 1913 dal principe Konrad Hohenlohe (da cui il nome ai decreti), i. r. luogotenente (Landesstatthalter[2]) del Litorale con sede a Trieste, allora parte dell'Impero austro-ungarico, riguardante l'espulsione di regnicoli (detti Reichsitaliener[3][4] ovvero dei cittadini del Regno d'Italia allogeni) dall'amministrazione comunale e dalle aziende municipalizzate.

Il Consiglio comunale di Trieste impugnò e fece ricorso contro i decreti del luogotenente Hohenlohe.

Il 25 novembre 1913 il ministero dell'Interno asburgico respinse il ricorso contro i decreti luogotenenziali[5].

Tra le personalità colpite da questi provvedimenti ci fu Nazario Sauro, all'epoca comandante del piroscafo San Giusto della Società Cittadina di Navigazione a Vapore Capodistriana[6] (compagnia che garantiva il collegamento con Trieste), costretto a licenziarsi e a trasferirsi con la famiglia da esuli a Venezia nella seconda metà del 1914.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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