Bindua
frazione del comune italiano di Iglesias Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Bindua è una frazione di Iglesias, di 418 abitanti[1].
Bindua frazione | |
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Localizzazione | |
Stato | Italia |
Regione | Sardegna |
Provincia | Sud Sardegna |
Comune | Iglesias |
Territorio | |
Coordinate | 39°17′28″N 8°29′34″E |
Abitanti | 418[1] (2011) |
Altre informazioni | |
Cod. postale | 09016 |
Prefisso | 0781 |
Fuso orario | UTC+1 |
Nome abitanti | binduesi |
Patrono | santa Barbara, san Giovanni Battista |
Cartografia | |
Geografia fisica
Situata a ridosso della SS 126. Il polmone verde del paese è la pineta, che la collega con Monte Agruxiau.
Frontalmente a Bindua si trova il villaggio di San Giovanni Miniera, noto per la Grotta di Santa Barbara. Salendo sul monte si giunge al villaggio di Normann, appartenente al comune di Gonnesa.
Storia
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Il villaggio di Bindua è un caso atipico rispetto agli altri villaggi minerari perché è stato edificato non dalle società minerarie ma direttamente dai minatori. Non era sede di una miniera propria ma ospitava parte degli operai della vicina miniera di San Giovanni. L’insediamento si è sviluppato nell’area in cui precedentemente esisteva una fornace per la produzione di laterizi; questo spiega perché, nelle vecchie carte, la località fosse denominata Ceramica, così come il pozzo minerario della vicina minera di Monteponi e la locale stazione delle Ferrovie Meridionali Sarde (F.M.S.). Nel secondo dopoguerra il villaggio di Bindua si è contraddistinto soprattutto per la vita comunitaria degli operai che si sono aiutati e sostenuti nelle costruzioni delle case, nell’educazione dei figli e persino nella realizzazione delle principali infrastrutture idriche e fognarie.
Monumenti e luoghi di interesse
Attraversando la Strada statale 126 Sud Occidentale Sarda tramite il sottopassaggio, è possibile visitare la miniera di San Giovanni e la grotta di Santa Barbara.
Architetture religiose
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- Chiesa di San Severino: Costruita tra XIX-XX secolo, presenta planimetria ad aula unica
- Chiesa di San Giovanni Battista
Cultura
La cultura del villaggio è fortemente legata all’esperienza di un gruppo di preti operai che, tra gli anni '50 e '70 del Novecento, seppero sviluppare lo spirito solidaristico e contribuire al progresso sociale, culturale ed economico dei residenti.[2]
Economia
Questa piccola frazione, abitata dagli ultimi minatori, vive, come tutto il territorio del Sulcis-Iglesiente, una fase storica di transizione a seguito della definitiva cessazione dell'attività estrattiva delle miniere.
Note
Voci correlate
Altri progetti
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