Areteo di Cappadocia
medico greco antico Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Areteo di Cappadocia (fl. II secolo) è stato un medico greco antico.

Biografia
Riepilogo
Prospettiva
«La Melanconia costituisce l'inizio della Mania e ne è parte integrante... Lo sviluppo della Mania rappresenta un peggioramento della Melanconia piuttosto che il passaggio a una patologia differente.»
Areteo, probabilmente vissuto in epoca successiva a Galeno, esercitò a Roma nel II secolo.[1][2] A lui si deve la prima descrizione della celiachia e l'invenzione del termine diabete.[3]

Scrisse un trattato generale sulle malattie diviso in otto libri, due intitolati De causis et signis acutorum morborum, due De causis et signis diuturnorum morborum, due De curatione acutorum morborum e due De curatione diuturnorum morborum. Tale trattato è una tra le più autorevoli opere dell'antichità, vantando particolare accuratezza dei dettagli e della disamina dei sintomi.[3]
Areteo utilizzava terapie semplici, sagaci e molto più energiche dei metodici. Somministrava liberamente purganti, non lesinava narcotici né era particolarmente contrario al salasso.
Di lui si può asserire che fu ben poco attaccato a una particolare opinione, e il suo insieme di osservazioni e trattamenti delle malattie costituì un'ottima base per la conoscenza medica del periodo successivo.
Le opinioni mediche di Areteo sono state discusse da Johann Albert Fabricius, Albrecht von Haller, e Kurt Sprengel.
Opere
- (LA) Aretaei Cappadocis medici insignis ac vetustissimi Libri septem nunc primum e tenebris eruti a Iunio Paulo Crasso Patauino accuratissime in latinum sermonem uersi, Venezia, eredi Lucantonio Giunta (1.), 1552.
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni
Wikiwand - on
Seamless Wikipedia browsing. On steroids.