Affondamento
evento in cui un'imbarcazione si inabissa sotto la superficie dell'acqua ed è incapace di riemergere. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Nella terminologia nautica italiana, un affondamento è l'azione bellica volontaria posta in essere per ottenere la sommersione completa di un'imbarcazione[1] o di una nave, sia essa passeggeri (considerato crimine di guerra) o mercantile civile (obiettivo legittimo solo se appartenente a potenza non neutrale), o nave da guerra e/o sottomarino militare.
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Gergalmente, nel caso tale azione non riesca a raggiungere lo scopo con la dichiarazione di "perdita totale" e la cancellazione dai registri del naviglio (militare o civile), si parla di «semiaffondamento», mentre per l'azione di sabotaggio intenzionale per evitare la cattura della nave da parte del nemico si parla di «autoaffondamento».
Sono quindi escluse da tale definizione tutte le fattispecie di sinistri marittimi che portino alla perdita della nave (ovvero di innavigabilità assoluta della stessa) causata per fatto accidentale fortuito, doloso o colposo, per le quali si utilizza invece il termine generico di "naufragio"[2] come definito dal codice della navigazione e leggi collegate.
Affondamenti celebri
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- Affodamento del transatlantico Lusitania; 7 maggio 1915, 1.198 morti, una delle cause che trascinò gli Stati Uniti d'America in guerra a fianco degli Alleati il 6 aprile 1917.
- HMHS Britannic - 21 novembre 1916, 30 morti
- Affondamento della HMS Royal Oak, durante la seconda guerra mondiale
- RMS Lancastria - 17 giugno 1940, 2.000-5.000 morti
- Affondamento della flotta francese a Mers-el-Kébir, durante la seconda guerra mondiale
- Shuntien - 23 dicembre 1942, silurato e affondato dallo U 559 tedesco al largo di Tobruch, muoiono tra gli 800 e 1.000 prigionieri italiani.
- Caribou - affondato da un U-Boot tedesco 14 ottobre 1942, 135 morti
- RMS Nova Scotia - 28 novembre 1942, affondato dal sommergibile tedesco U 177, vi trovano la morte 858 persone di cui 651 prigionieri di guerra italiani.
- Tango Maru - 29 giugno 1944, 3.000 morti
- Ryusei Maru - 29 giugno 1944, 4.998 morti
- Toyama Maru - 29 giugno 1944, circa 5.600 morti
- Koshu Maru - 3 agosto 1944, circa 1.540 morti
- Junyo Maru - 18 settembre 1944, circa 5.620 morti
- Wilhelm Gustloff - 30 gennaio 1945, 7.700-9.343 morti (considerato il più grave disastro di ogni epoca, atto di guerra)
- General von Steuben - 9 febbraio 1945, 4.000-4.500 morti
- Goya - 16 aprile 1945, oltre 7.000 morti
- Cap Arcona - 3 maggio 1945 7.000-8.000 morti compresi quelli sul Thielbek e Athen
- Thielbek - 3 maggio 1945, circa 2750 morti
- Affondamento del General Belgrano, durante la guerra delle Falkland/Malvinas nel 1982
- Affondamento della Cheonan da parte di un minisommergibile nord-coreano nel 2010
Autoaffondamenti celebri
- Autoaffondamento della flotta tedesca a Scapa Flow, dopo la fine della prima guerra mondiale
- Autoaffondamento della flotta francese a Tolone, durante la seconda guerra mondiale
Note
Bibliografia
Voci correlate
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