Decima rima

strofa di dieci endecasillabi rimati Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

La decima rima[1][2][3] è una strofa di dieci versi, di differente struttura nella metrica italiana, spagnola e tedesca.

Letteratura spagnola

Nella letteratura in lingua spagnola la décima è una strofa di dieci ottonari in cui, di regola, il primo verso rima con il quarto e il quinto, il secondo verso con il terzo, il sesto verso con il settimo e con l'ultimo, e l'ottavo verso rima col nono (schema: ABBAACCDDC); può avere un punto fermo o i due punti dopo il quarto verso, ma non oltre il quinto[4]. Può essere intesa come una strofa formata da due redondillas (ABBA e CDDC) unite da un distico centrale cerniera (AC)[5].

In onore di Vicente Espinel, nella letteratura in lingua spagnola tale metro è denominato anche espinella.

Questo metro è ancora molto diffuso in America Latina; è stato utilizzato fra gli altri dai poeti della Generazione del '27, quali Jorge Guillén e Gerardo Diego, e dai payadores, poeti popolari sudamericani che improvvisano accompagnando i propri versi con la chitarra.[6]

Nella canzone, una delle più celebri compositrici di décimas è la cilena Violeta Parra che scrisse la sua autobiografia in questo metro. Tra le sue canzoni più famose che seguono lo schema ricordiamo Volver a los 17 e La exiliada del sur.

Letteratura italiana

Nella metrica italiana, la decima rima è una strofa di dieci endecasillabi in cui ai primi sei versi a rima alternata segue un tetrastico finale di cui tre versi baciati su altra rima, e l'ultimo verso che rima con il verso pari della sestina alternata, secondo lo schema ABABABCCCB[7].

La decima rima è stata utilizzata raramente nella metrica italiana, essendo stata impiegata come stanza delle laudi[8][9], con alcune varianti:

  • con X finale in luogo della B finale, ossia con una rima che viene ripresa in tutte le strofe
  • nella forma detta «cobla capfinida», nel primo verso della strofa si riprendevano parole contenute nell'ultima strofa precedente
  • nella Canzone di Auliver, una composizione del XIV secolo, al termine di cinque strofe con schema ABABABCCDD è presente un distico baciato (versi 51-52) che riprende la rima dei versi finali (DD) dell'ultima strofa

Letteratura tedesca

In età romantica la Dezime è stata utilizzata anche da poeti di lingua tedesca, quali Ludwig Tieck e Joseph von Eichendorff, soprattutto in ballate di tipo popolare[10].

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

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